Counselling, Coaching e relazione d'aiuto in ambito professionale


a cura del dr. Paolo Danza

Si sta diffondendo in Italia la pratica del Coaching quale processo di counselling volto ad incrementare le performance e le competenze della singola persona.
Nella pratica sportiva il Coach è colui che aiuta i giocatori ad allenarsi, a migliorare le proprie prestazioni.
In ambito aziendale questa figura segue la persona in modo individuale e personalizzato svolgendo un programma di miglioramento professionale e personale. Il Coach spinge l'individuo a prendere consapevolezza di quei punti critici che gli impediscono di esprimersi al meglio, lo aiuta a focalizzarsi su degli obiettivi facendo leva sui suoi punti di forza.

Quello che è peculiare nel coaching è la possibilità per il manager/professionista di potersi confrontare liberamente con un consulente esterno (opportunamente preparato) che, proprio perché parte neutrale e distaccata emotivamente, può aiutarlo a gestire cambiamenti o situazioni lavorative particolari (conflitti, decisioni, relazioni) che generalmente sono fonte di stress e malessere psicofisico.
Il coaching si è diffuso negli States in ambito aziendale trovando positivi riscontri e ponendosi come pratica parallela alla Formazione da cui si differenzia per modalità e obiettivi.
Mentre la Formazione viene eseguita in gruppo e con obiettivi didattici che incrementano le competenze tecniche, il coaching si focalizza sulle difficoltà personali/relazionali/emotive che il singolo riscontra nella propria realtà lavorativa.
Il coaching è dunque una modalità di counselling individuale in cui il cliente, facilitato dal suo coach, si focalizza sui seguenti obiettivi:
- aumentare la propria stima,
- assecondare le proprie attitudini,
- migliorare capacità di relazione e comunicazione,
- focalizzare meglio i propri obiettivi,
- canalizzare meglio le energie,
- affrontare costruttivamente le difficoltà lavorative
- affrontare periodi di transizione-gestisce i conflitti.

Il coaching non è psicoterapia, elabora i blocchi emozionali nella misura in cui impediscono al cliente di realizzarsi e di sfruttare appieno le proprie competenze. E' un processo focalizzato su quelle che Daniel Goleman ha denominato "competenze emotive" cioè quel "saper essere" che non si apprende nelle aule dell'Università o nei corsi di specializzazione ma in setting appropriati di counselling individuale o di gruppo.
Possiamo schematizzare le competenze personali e relazionali (saper essere)su cui si lavora in un processo di Coaching:


Competenza personale
determina il modo in cui controlliamo noi stessi
La conoscenza dei propri stati interiori, preferenze, risorse, intuizioni

Consapevolezza di sè
- Consapevolezza emotiva
- conoscenza dei propri punti di forza e punti critici
- fiducia in se stessi


La capacità di dominare i propri stati interiori,impulsi e risorsePadronanza di sè
- autocontrollo
- fidatezza
- coscienziosità
- adattabilità
- innovazione


La capacità di saper canalizzare la propria energia emotiva verso il raggiungimento di obiettivi
Motivazione
- spinta alla realizzazione
- impegno
- iniziativa
- ottimismo


COMPETENZA SOCIALE
Il modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri


Empatia La capacità di "mettersi nei panni dell'altro" come se fossero i propri
- comprensione degli altri (sentimenti, prospettive, interesse)
- assistenza e riconoscimento altrui
- promozione sviluppo altrui
- sfruttamento delle diversità
- consapevolezza dinamiche di gruppo


Abilità sociali Saper comunicare e relazionarsi
- influenza
- comunicazione
- leadership
- gestire il cambiamento
- gestione del conflitto
- costruzione di legami
- collaborazione e cooperazione
- lavoro in team

Il processo di coaching viene deciso e programmato tra coach e cliente; insieme decidono modalità di lavoro e obiettivi da conseguire. Possiamo generalmente affermare che il coach ed il suo cliente si incontrano periodicamente per un colloquio, comunicano per e-mail o telefono e qualsiasi altra modalità a loro congeniale. Il Coach è tenuto alla segretezza professionale ed a garantire un setting di lavoro discreto che garantisca la privacy del cliente.
E' utile precisare che il coach deve essere un professionista preparato nel gestire il setting individuale e di gruppo, deve avere grossa esperienza "vissuta" nel padroneggiare modalità di counselling (ascolto, empatia, comunicazione) nonché avere una solida preparazione psicopedagogica.
Al Coach è inoltre richiesta una buona conoscenza delle dinamiche e dei processi relazionali in contesti lavorativi.
E' importante che il Coach sia iscritto ad un Albo o Associazione professionale, ciò garantisce la sua professionalità e competenza.