Le potenzialità della psicoterapia della Gestalt

a cura del dr. Paolo Danza

 

Gestalt è un termine tedesco che deriva da Gestalten "mettere in forma, dare una struttura significativa" e deriva dalla teoria secondo la quale il nostro campo percettivo si organizza spontaneamente sotto forma di insiemi strutturali e significativi.

Lo scopo della Gestalt è di far scoprire alla persona la "sua propria forma", il suo modello e la sua interezza. L'analisi può costituire una parte del processo ma lo scopo della terapia della Gestalt è l'integrazione di tutte le parti della persona. In questo modo l'individuo può far emergere liberamente tutte le proprie potenzialità rimaste, fino a quel momento, sopite o represse.

Il "padre" della psicoterapia della Gestalt è Fritz Perls, psicoanalista ebreo di origini tedesche, emigrato negli Stati Uniti all'età di 53 anni. Venuto alla luce in una famiglia problematica, Perls vive un'infanzia difficile e nel 1916 è in guerra sul fronte belga. Rientrato dalla guerra si laurea in Medicina anche se il teatro è la sua vera passione; frequenta i circoli culturali anarchici e per tutta la sua esistenza sarà sempre attratto dagli emarginati e dalle "controculture".

A 33 anni decide di intraprendere la psicoanalisi e ne rimane totalmente folgorato tanto che intraprende anch'egli una formazione in psicoanalisi e, dopo alcuni anni, inizia anche ad esercitare la professione di analista. Facciamo un salto di 20 anni e lo ritroviamo nel 1951 autore di "Terapia della Gestalt" che segna il debutto ufficiale della nuova pratica.

Della psicoanalisi Perls non condivide più l'uso delle associazioni libere o del sogno come uniche modalità di avvicinamento all'inconscio. Non condivide la delegittimazione che la psicoanalisi esercita sul paziente rinforzando la nevrosi anzichè combatterla.

In Gestalt l'inconscio viene sondato attraverso la drammatizzazione (psicodramma e monodramma), la messa in atto, il teatro, il lavoro sui sogni, l'uso della metafora. Le fantasie guidate, il pranayama (rilassamento profondo), aiutano il soggetto ad esplorare il proprio corpo, le sensazioni ed i sentimenti che emergono e chiedono di essere ascoltati ed espressi. Su quello che emerge il terapeuta non esercita alcuna interpretazione; solo il cliente può comprendere cosa significa nella sua vita il "vissuto" che si sta manifestando nel setting terapeutico. Compito del terapeuta è di accompagnare e stimolare opportunamente il cliente.

Nella terapia della Gestalt viene dato spazio all'espressione delle emozioni quale processo catartico, di liberazione poichè come affermava Perls "il solo modo per uscirne è di passarci attraverso". Quando viviamo una situazione traumatica proviamo dei sentimenti che si im-primono dentro di noi (corpo,psiche, spirito) esercitando una pressione verso l'interno che pesa e lascia un marchio. Qualsiasi emozione è come un "cane da guardia" che diventa persicoloso se lo si tiene rinchiuso troppo a lungo; per addomesticarlo è necessario passargli spesso vicino e soprattutto farselo amico. La stessa cosa vale per ciascuna delle nostre emozioni: conoscerle e amarle, e non ignorarle o strangolarle.

Nella nostra cultura, purtroppo, le espressioni del corpo e delle emozioni sono censurate e rigidamente filtrate: fin dall'infanzia ci viene proibito di manifestare apertamente la collera, la paura, la tristezza, il dolore, la gelosia, la gioia, il desiderio. L'inibizione dell'emozione così come l'inibizione dell'azione alimentano nevrosi e psicosi, malattie psicosomatiche e disturbi sociali. Nel percorso viene privilegiato l'ascolto del corpo, delle sensazioni, delle emozioni poichè: "colui che non viene ascoltato tende a gridare piuttosto che a tacere" e il tentativo di "padroneggiare" il proprio corpo costringe spesso quest'ultimo a manifestarsi attraverso sintomi somatici inaspettati.

Un principio basilare nella terapia è la relazione tra figura e sfondo. La figura predomina sullo sfondo quando c'è un bisogno da soddisfare (ad es. il bisogno di tenerezza che emerge in un certo momento). Quando il bisogno viene soddisfatto ci si muove con energia e con entusiasmo. Quando il bisogno non viene soddisfatto si determina una Gestalt "fissa" che interferisce con il sano contatto con sè stessi, con gli altri o con l'ambiente. La Gestalt fissa può essere un'esperienza traumatica, dolorosa che ha stimolato risposte comportamentali che, nel qui e ora, sono diventate dannose e non adeguate.

Uno degli obiettivi della terapia può consistere nel lavorare su quella Gestalt "fissa" che blocca la persona e che riemergerà sempre finchè "l'affare non sarà concluso"; questo avverrà attraverso l'espressione e la rivisitazione dell'esperienza e la sperimentazione di nuove modalità.

Ciò che caratterizza la Gestalt è la modalità del lavoro terapeutico che è estremamente creativo ed ecclettico e che lascia grande spazio e protagonismo al cliente. In tale modalità il terapeuta non interpreta, non analizza, non dà consigli ma aiuta il cliente a trovare la sua interezza, ad esprimere le proprie potenzialità.

Ma (credetemi!!) una cosa è parlare di una terapia, un'altra cosa è viverla..............................

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

psicoterapia della gestalt