Disturbi da attacco di panico

(diagnosi e possibili trattamenti)

 

Il Disturbo da Attacchi di Panico con e senza Agorafobia è una condizione debilitante che colpisce almeno 1 ogni 75 persone a livello mondiale durante la durata della loro vita.
Gli Attacchi di panico sono caratterizzati da periodi improvvisi e inaspettati di paura intensa o disagio associati con affanno, vertigini, palpitazioni, nausea, o disturbi addominali. I soggetti durante l'attacco spesso credono di essere sul punto di avere un attacco di cuore o, alternativamente, che stanno perdendo il controllo della loro mente. Le persone sofferenti di panico spesso sviluppano un'agorafobia secondaria all'esordio di questi attacchi di panico inaspettati. Di conseguenza, essi cominciano ad evitare i luoghi dove temono che un attacco di panico possa accadere o dove sarebbe difficile ottenere aiuto.
Se l'agorafobia diviene abbastanza grave, una persona può trovarsi seriamente condizionata dalla difficoltà di lasciare la propria casa. Ci sono molti altri disturbi nei quale attacchi di panico possono verificarsi. Il più comune è la fobia semplice (in cui il panico si verifica immediatamente prima o su esposizione alla situazione temuta e in nessun luogo altro) e fobie sociali che si verificano solamente quando gli individui sentono di essere il fuoco dell'attenzione di altri (per es. mentre stanno mangiando).
Altri disturbi che dovrebbero essere considerati in diagnosi differenziale includono la claustrofobia; la depressione grave; i disturbi dissociativi; l'ansia generalizzata senza panico; la sospensione di alcool o di farmaci; l'abuso di stimolanti (caffeina, cocaina, amfetamine); disturbi fisici cardiaci, surrenali, vestibolari, tiroidei o crisi convulsive.
Il Disturbo di panico è relativamente comune; tassi simili sono stati trovati in molti paesi in studi internazionali. Approssimativamente un terzo degli individui con disturbo di panico hanno anche agorafobia, sebbene in ambito clinico, la maggioranza si presenti con agorafobia. Disturbo di panico con agorafobia è diagnosticato circa il doppio come frequenza nelle femmine che nei maschi.
L'età più comune di esordio è nella media adolescenza e nella prima maturità; comunque, il disturbo di panico può esordire in qualsiasi età. Un modello comune di esordio è il verificarsi di attacchi di panico improvvisi e occasionali che aumentano in frequenza e sono associati con paure crescenti di avere attacchi susseguenti. Spesso nel tempo si concretizzano comportamenti di evitamento dell'ansia che tendono ad aumentare.
I dati limitati ad oggi suggeriscono che in più casi è un disturbo cronico che sfuma e cala di gravità. Comunque, delle persone possono avere un periodo limitato di disfunzione che non riappare, mentre altri possono esperimentare una forma cronica e severa del disturbo. Quelli con agorafobia tendono ad avere un decorso più grave e complicato.
Un trattamento precoce nello sviluppo di tale disturbo può accorciarne la durata e può prevenire complicazioni, incluse agorafobia e depressione. Un corpus crescente di conoscenze indica che alcune terapie e selezionati trattamenti psicosociali sono efficaci per i disturbi di panico, con e senza evitamento agorafobico.

Terapia farmacologica
Vari antidepressivi così come alcune benzodiazepine sono risultati efficaci nel ridurre o eliminare attacchi di panico associati con le varie forme di disturbo di panico.
Gli agenti farmacologici possono presentare problemi come indesiderabili effetti secondari, il rischio di dipendenza, e un tasso significativo di ricaduta una volta che è cessata la farmacoterapia. Anche molte variazioni e combinazioni di approcci di trattamento cognitivo comportamentali hanno dimostrato efficacia nell'eliminazione e/o riduzione di attacchi di panico e agorafobia.

La terapia cognitivo-comportamentale
E' considerata la terapia elettiva del Disturbo da Attacchi di Panico con Agorafobia sia da sola che in trattamento integrato. Momento cruciale di tutte le terapie cognitivo-comportamentali è l'esposizione del paziente allo stimolo fobico. L'esposizione può essere effettuata in vivo, ponendo realmente il paziente di fronte alle situazioni che sono oggetto concreto dell'evitamento fobico, sia nell'immaginario, cioè aiutando il paziente a rievocare la situazione fobica mediante la ristrutturazione cognitiva. In genere si effettuano varie sedute nelle quali il paziente viene portato, secondo uno schema gerarchico pianificato caso per caso, a confrontarsi progressivamente con la situazione fobica in modo sempre più globale.

Psico-educativa
Una terza via , che per nostra comodità chiamiamo psico-educativa passa attraverso l'educazione alla gestione dell'ansia attraverso la respirazione (tecniche di rilassamento e meditazione quali training autogeno, yoga, ecc.) integrata con un riequilibrio dello stile di vita (scelte, decisioni, situazioni stressanti e conflittuali).
Alcuni studi indicano, infatti, l'insorgenza di tali attacchi in soggetti predisposti all'ansia e/o incapaci a gestirla in situazioni stressanti; in tali soggetti si ravvisano anche da immagini, sensazioni, pensieri negativi e catastrofici.
Essa rappresenta un'ipotesi non trascurabile, in quanto vi è la possibilità di facilitare nella persona un processo di crescita personale tale da consentirle di guarire e prevenire eventuali ricadute.
In tale processo, il soggetto torna protagonista della propria esistenza rielaborandola attraverso un diverso stile di vita, un potenziamento personale ed una visione positiva di Sè e del proprio Mondo