Testimonianze di persone che hanno sperimentato un percorso di Counselling

(per esigenze di privacy i nomi sono stati cambiati)

 

Veronica, 25 anni, educatrice

"...ero in un momento molto particolare. Mi ero finalmente laureata ma dopo un anno non ero riuscita ancora a trovare un lavoro. Mi sentivo depressa perchè dipendevo ancora dai miei e, i miei sogni post laurea, erano svaniti nel nulla; mi sentivo confusa sulle mie capacità e competenze, mi sentivo scarica e la mattina facevo fatica ad alzarmi e ad iniziare una nuova giornata. Le mie relazioni risentirono negativamente di tutto questo: trattavo male il mio ragazzo, ero arrabbiata con mio padre che non riusciva a piazzarmi in un lavoro, non uscivo più con le mie amiche, mi trascuravo mangiando e fumando a dismisura. Sapevo che dovevo chiedere aiuto a qualcuno ma l'idea di andare in psicoterapia mi faceva paura, mi faceva sentire una malata, avevo paura di iniziare un lungo percorso che chissà quando sarebbe finito. Un'amica mi parlò del counselling e di un counsellor professionista e decisi di contattarlo..."

"...nelle sedute iniziai a rendermi conto di quanto mi stessi facendo schiacciare dalle mie paure e, soprattutto, dal mio pensare negativo; mi resi conto che avevo gettato la spugna e che mi stavo dando poco valore. Stavo facendo la vittima e questo non mi aiutava. Iniziai a cercare un lavoro con più convinzione, ripresi ad uscire con gli amici, a parlare di come mi sentivo con il mio ragazzo. Mi sentivo cambiata e solo ora mi rendo conto che forse questa forza la trasmettevo nei colloqui ; dopo altri tentativi trovai quello che è attualmente il mio ruolo di educatrice in una Casa famiglia...".

 

 

Sara, 15 anni, studentessa

testo tratto da una e-mail

"... sei riuscito a farmi capire chi sono e quanto valgo! Ogni volta che uscivo dal tuo studio stavo meglio con me stessa ero più felice!Inizialmente pensavo che non saresti stato in grado di aiutarmi o meglio pensavo che non mi servisse l'aiuto di nessuno ma ora ho capito che mi sei stato di grande aiuto ora sto benissimo,non me ne frega un cavolo di apparire di nascondere me stessa e di farmi piacere per quello che infondo non sono.

"Mi hai fatto capire che vale la pena di vivere giorno dopo giorno,istante dopo istante e soprattutto pensare....oggi ho capito cosa voglio fare nella mia vita:voglio scrivere,voglio farmi sentire voglio essere...ho capito che ogni istante della mia vita,mi è servito a qualcosa e ogni persona che ho conosciuto o che ho solamente guardato,ogni volta che ho ascoltato della musica o guardato un film o accarezzato un animale o odorato un fiore mi è servito a qualcosa!Penso che qualsiasi cosa bella o brutta che sia se osservata attentamente riesca a darti qualcosa!
...sei l'unico che in tre mesi e' riuscito a conoscermi in tutto e per tutto!
Forse ti sembrerò banale perchè in fondo hai tanti pazienti però io non ho tanti psicologi e mi sento di dirti ciò che ho appreso in questi 3 mesi".
Grazie di tutto
A presto, Sara

p.s. Nel caso avessi bisogno di parlare con qualcuno,posso sempre contare su di te...vero???

 

Giovanni, 48 anni, imprenditore

"...le pressioni al lavoro erano sempre più forti: clienti, fornitori, dipendenti, soci. Spesso le discussioni finivano in liti rabbiose ed a casa andava anche peggio. L'ansia cresceva sempre più ed un giorno mi sentii un forte calore addosso ed un senso di vertigine; il medico di famiglia mi fece fare vari accertamenti ma mi preannunciò che, secondo lui, quella situazione era dovuta al forte stress. Infatti, dagli esami non risultò nulla e mi dissi che avrei fatto più attenzione e basta. Ma l'ansia riprese e capii che dovevo chiedere aiuto ad uno specialista..."

"...negli incontri di counselling mi resi conto delle mie numerose paure che affrontavo troppo impulsivamente prendendomi ancora più rischi e mettendomi sempre più nei guai. Mi accollavo sempre più responsabilità perchè non mi fidavo di nessuno e passavo sempre più tempo in ufficio. Non avrei mai immaginato di essere una persona paurosa anche perchè ero uno che non si tirava mai indietro..."

"...i problemi non si sono ancora risolti ma con l'aiuto del counsellor sto facendo dei piccoli cambiamenti nel mio modo di agire e di pensare: valutare i fatti per quello che sono e non per quello che immagino negativamente o che sento, ho iniziato a delegare le mie responsabilità ed a fidarmi di più degli altri, mi sono imposto di uscire dall'ufficio ad un orario accettabile e di andare a casa dai miei figli e da mia moglie. L'ansia è molto diminuita e mi sento meno stanco..."

 

Giovanna, 57 anni, casalinga

"...il mio secondo figlio era andato a studiare a Firenze, il primo conviveva con la sua ragazza già da due anni, mio marito era tutto il giorno al lavoro. Mi sentivo sola; di colpo la mia vita si era svuotata di tutto. Passavo le giornate guardando la tv o leggendo ma mi sentivo insoddisfatta. Iniziai a sentirmi triste, inutile ed a dormire poco la notte..."

"...ogni colloquio con il counsellor era una scoperta anche se non era quello che mi aspettavo; mi aspettavo di ricevere dei consigli e invece lui usava domande, disegni e tutti gli strumenti possibili per aiutarmi a prendere consapevolezza di cosa sentivo e di cosa volevo. Capii che avevo vissuto troppo per gli altri, avevo trascurato i miei bisogni, il mio piacere, i miei studi, non decidevo mai per me. Pian piano iniziai a cambiare la mia vita, nulla di eclatante: non assillavo più i figli con le mie continue telefonate, mi iscrissi ad una piscina, mi avvicinai ad un'associazione di volontariato e mi resi conto che i miei erano piccoli problemi rispetto a quelli di persone meno fortunate..."

"...qualche volta continuo ad avere delle giornate in cui tendo a rinchiudermi in me stessa ma me ne accorgo e cerco di non cascarci: ora so come fare..."

 

Comunque (pseudonimo scelto dal cliente), anni 39, consulente

"Mi sono sempre fatto molte domande su di me e sul mio modo di vivere; su cosa fosse giusto e cosa no; sulla misura delle cose e delle stuazioni della mia esistenza e sul mio modo di viverle ora troppo attivo, ora troppo passivo.
Man mano le mie domande aumentavano di numero ed entità d'implicazioni, e le risposte possibili (per me) diventavano sempre più numerose e spesso con pari possibilità di apparire esatte, eppure mai sufficienti ed esaustive. "Ma allora sono io che sono sbagliato, sono io che non sono adeguato alle situazioni, che non riesco a trovare la misura delle cose: in certe situazioni subisco ed in altre aggredisco"
Sono stato aiutato a fermarmi, a respirare profondamente ed a ripartire!

Per me il percorso di counselling compiuto ha avuto il significato di ritrovare la bussola del mio andare senza la pretesa di riparare ad alcuni errori commessi, nè tanto meno con la pretesa di non commettere più altri errori proseguendo il cammino. E' stato molto importante scoprire, riscoprire e riprendere contatto con la percesione e la consapevolezza del mio valore, della mia dignità e della mia statura di persona, della stima di me per ciò che sono e per chi sono.
La mia vita trascorsa mi ha lasciato un'impronta che certo non é perfetta ma é naturale. All'interno di questo imprinting ho ritrovato la sostanza delle mie scelte, delle mie fragilità ed al tempo stesso della mia forza per affrontare le situazioni che continuavano ad accadere.
Il conuselling per me non é stato un percorso di astrazione dalla realtà per capire ed imparare come fossi dietro un vetro in anticamera; al contrario é stata una "scuola di lettura" della mia storia personale: quella passata per ciò che mi ha fatto diventare nel bene e nel male, della mia storia presente, e di quella futura nel senso che mi ha offerto e mi offre l'opportunità di proiettarmi giorno per giorno in un futuro possibile, da costruire con le mie mani e con la mia voglia di vivere sempre più consapevole.
Non ho sconfitto le mie paure ma ho imparato un po' ad averle come ospiti e compagne di viaggio, anche se a volte sono un po' ingombranti, ma non più assolute. E quando diventano ombre troppo grandi da sopportare, magari perché trasportate da un dolore, una stanchezza o una difficoltà di ogni genere, accetto di riconoscermi protagonista del mio dolore, del mio affaticamento e dell'appannamento della mia speranza e non mi sento più vittima di tutto ciò, ma é proprio il momento del contatto con la condizione di "essere uomo" in carne ed ossa.
Una cosa importantissima ho imparato ed é che COMUNQUE posso sempre scegliere cosa vedere, cosa essere, cosa sentire, cosa diventare, se vivere di tristezza, di rimpianto, di risentimento, di occasioni mancate o se vivere d'Amore, di Gioia, di Pace, di Lavoro, di Sport, di Spiritualità, di Vita Sociale.
Ed allora... eccomi qua, Comunque.